PERCHÉ QUESTA ASSOCIAZIONE


"Ciò che mi ha aiutato di più è l'essermi sentito preso sul serio"

Malattia mentale è un concetto che spaventa e stigmatizza ed è naturale che si cerchi di allontanare ciò che ci fa paura. Se pensiamo però che secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) un europeo su quattro soffre o ha sofferto di un disturbo psichico, dato in aumento, le prospettive possono cambiare. Significa che ciascuno di noi è esposto al rischio di confrontarsi prima o poi nella vita con la malattia mentale, direttamente o indirettamente. Significa anche che lo stereotipo del malato mentale va rivisto, e di molto. 


Spesso, anche a causa del fortissimo stigma presente nella nostra società, al disturbo si associano grandi sofferenze individuali, disabilità, esclusione sociale, morte prematura. 


È ormai condiviso dalla comunità scientifica internazionale che la cura non basta, né bastano i programmi di inclusione sociale. La terapia è fondamentale per ridurre i sintomi e alcuni aspetti della sofferenza. L’inclusione sociale riduce l’emarginazione e cerca di promuovere condizioni di vita sostenibili.                 

Quello che più difficilmente si realizza è che la persona con una malattia mentale ritrovi un senso alla propria esistenza, senta la sua soggettività riconosciuta ed apprezzata, senta di poter incidere sullo sviluppo della propria vita, abbia la possibilità di partecipare in modo autentico a relazioni e ad attività con altre persone. 


Questo percorso, che è del tutto personale e fondato sulla propria soggettività, ma è al tempo stesso strettamente intrecciato con le vite degli altri, viene oggi chiamato recovery. 


Con il progetto CORRISPONDENZE, L’ARCO si propone di dare un apporto in questo senso, in un spirito di collaborazione con i Servizi per la Salute Mentale e i terapeuti privati.  


Le attività di CORRISPONDENZE si collocano nell’area in cui sono centrali l’apprendere dall’esperienza, il confronto tra pari, la mutualità e la co-produzione. A partire da questa matrice, L’ARCO fa più diretto riferimento al mondo dell’Auto Mutuo Aiuto, al modello dell’Experiential Learning, all'esperienza dei Recovery College inglesi.

Costituiscono un particolare riferimento per le attività de L’ARCO l’esperienza inglese dell’ImROC e quella della Unità Operativa 23 del Dipartimento di Salute Mentale di Brescia.

È un contributo che esclude ogni attività terapeutica ed è strettamente circoscritto alla maturazione di consapevolezza e di motivazioni per la recovery personale. 


L’associazione basa la sua attività su tre elementi caratteristici. Essi costituiscono forse gli aspetti di maggiore innovazione nel campo della Salute Mentale, ormai largamente condivisi in ambito internazionale e presenti nei programmi governativi sulla Salute Mentale di diversi paesi occidentali:

1. Orientamento alla recovery. L’ARCO si impegna per promuovere nelle proprie attività tre concetti base della recovery: speranza per un futuro migliore, opportunità di crescita e cambiamento, maggior controllo di sé e della propria vita.

2. Attività dei “pari” a fianco degli operatori. Per pari (peers) si intendono persone che hanno vissuto esperienza di malattia mentale e che, per consapevolezza, attitudine e percorso formativo, collaborano con gli operatori attraverso un apporto specifico, basato sulla esperienza. Un crescente numero di ricerche documenta la specifica efficacia del loro apporto. Hanno un impegno di formazione permanente e svolgono una attività stabile, volontaria o retribuita. 

3. Co-progettazione e Co-costruzione. Chi fruisce delle attività offerte dall'associazione contribuisce ad impostarne il taglio e la realizzazione (corsi, monitoraggio del percorso di recovery, lavoro sulla crisi, gruppi di approfondimento). Questa partecipazione per un verso è una maggiore garanzia che le attività siano effettivamente utili. Per un altro verso essa è già di per sé un potente attivatore del senso del valore e del potere personale. È inoltre una occasione per esprimere qualità e sperimentare un coinvolgimento creativo: elementi, questi, tutti fondamentali nel processo di recovery. 

Co-progettazione e Co-costruzione sono uno dei modi con cui si possono esprimere le più fondamentali relazioni di “corrispondenza”.